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SUI SENTIERI DELLA LIBERTA'.....

PER RICORDARE L'AZIONE E IL PENSIERO DI LUCIANO DAL CERO


SENTIERI DI LIBERTA’  PRESENTI GLI STUDENTI ISISS LUCIANO DAL CERO 
  • TAPPA AL CIPPO CHE RICORDA LA TRAGICA MORTE DEL GIOVANE EROE TRENTENNE
  • RICONFERMATI GLI IDEALI DI LIBERTA’ DEMOCRAZIA E PATRIA CHE GUIDARONO L’AZIONE DEL GIOVANE LUCIANO DAL CERO.
Una rappresentanza formata da oltre quaranta studenti e docenti ha preso parte domenica 20 ottobre nella mattinata – sotto un bellissimo sole di metà ottobre – all’iniziativa SENTIERI DI LIBERTA’ escursione sui luoghi della Resistenza nella Bassa Val d’Alpone  da santa Margherita di Roncà al cippo  di Luciano Dal Cero, posto a pochi passi dall’abitazione del partigiano, dove cadde  a morte – in circostanze storiche ancora oggi oggetto di chiarificazione e di interpretazione.
Gli studenti dell’ISISS LUCIANO DAL CERO di San Bonifacio hanno partecipato sia per onorare l’intitolazione della propria scuola che dagli Anni Settanta ricorda nel territorio la figura del giovane partigiano, sia per l’azione di ricerca storica e di approfondimento che da oltre un anno li vede coinvolti nella riscoperta del pensiero e delle imprese compiute dal giovanissimo partigiano nei Comuni della Vallata e del sambonifacese.
“Abbiamo accuratamente riscoperto una biografia degna di merito  - spiega il prof.re Giovanni Tosi curatore dell’opera assieme ad un team di colleghi e ad una trentina di studenti. Fino a qualche anno fa infatti pochissimi cittadini del territorio conoscevano il Dal Cero e le sue imprese. In realtà in poco meno di trent’anni il giovane ha espresso una intensità di azione, di imprese e di volontà che lo hanno poi visto decorato con la Medaglia D’Oro. Una vita ricca di significato e di valore che sicuramente lo avrebbero potuto portare lontano anche per i legami che seppe tessere in pochi anni con esponenti insigni della vita politica, sociale e culturale del tempo. Una vita strappata in circostanze non ancora del tutto chiarite, in quegli anni densi di vivacità, lotta ideologica, contrapposizioni di parte, intrise di spirito di odio, vendetta e rivendicazione. Lì a pochi passi da casa, cadde dove ora un cippo ne ricorda lo sguardo intenso e intriso di fede e di virtù”.
L’occasione per tornare sul cippo e sui sentieri percorsi anche da Luciano Dal Cero negli anni non facili della Resistenza è arrivata domenica 20 grazie alle associazioni locali e all’ANPI che hanno voluto dedicare una riflessione  storica al significato della libertà e della democrazia, conquistate con il sangue ed il sacrificio di tante vite, contro nazismo e fascismo che anche nel territorio segnarono anni non facili di contrapposizione politica e di contrasto all’affermarsi della dittatura e all’avanzata degli eserciti invasori. “Oggi dobbiamo saper ricordare – spiega il prof.re Roberto Boggiani – che ha partecipato alla manifestazione assieme agli studenti dell’Istituto Luciano Dal Cero. Dobbiamo guardare alla storia infatti come ricco tesoro di esperienze e come memoria di ciò che ha garantito progresso pace e sviluppo. Intendiamo infatti reagire all’indifferenza e al disinteresse con cui molti oggi sembrano accettare anche pericolose reminiscenze  e rischiose nostalgie. Avanzano infatti  discriminazioni,  forme diversificate di razzismo, intolleranza su diversi piani anche verso minoranza e diversità, forme di sfruttamento sempre più ampie e mai denunciate. A partire dalla scuola serve un’attenzione sempre maggiore, rendendo consapevoli ed attenti i giovani, rendendoli attenti partecipi all’idea democratica e repubblicana”.
Va anche ricordato che la figura di Luciano Dal Cero era ricordata in paese a Roncà dalla intitolazione della piazza, successivamente modificata con delibera da parte del Comune. Anche a Belfiore d’Adige una via che ricordava il giovane eroe e Medaglia d’oro è stata sostituita successivamente in considerazione dell’apertura del processo di canonizzazione di monsignor Luigi Bosio, parroco di Belfiore dagli anni 40 agli Anni 70, ideatore e realizzatore della nova chiesa parrocchiale. Ora la Pubblicazione curata dall’istituto scolastico intende ridare voce alla memoria e al desiderio di ricostruzione storica, ridando voce anche a spazi che diedero espressione alle azioni del giovane partigiano, ucciso in località Maso di Gambellara il 29 aprile del 1945, dopo aver condotto con eroismo le donne e i giovani della  Brigata Luciano Manara con il nome di Comandante Paolo,
“Pur rispettando tali scelte à- spiega un gruppo di giovani studenti dell’istituto tecnico di San Bonifacio – ci piacerebbe portare avanti azioni di richiesta a favore del ripristino di luoghi e vie della memoria del giovane eroe e partigiano, ancor oggi ricordato da anziani testimoni di quegli anni di sofferenza, guerra e violenza. Vorremmo ridare spazio al suo nome ovvero alla sua testimonianza sofferta e vissuta con grande virtù, con coraggio e senso cristiano. Un esempio in parole e fatti che tanto può insegnare e dimostrare anche ai giovani dei nostri giorni”.

SILVANA SARTORI

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